Un tetto per tutti - Alternative al cielo a scacchi

I risultati conseguiti finora

Il progetto "Un tetto per tutti: alternative al cielo a scacchi" è nato nei primi anni del 2000 ed è pienamente operativo dal marzo 2003, data a cui risalgono i primi finanziamenti erogati dalla Regione Lombardia e dalla Fondazione Cariplo.
Dal suo avvio e fino alla fine del 2006 la rete del "Tetto per tutti" ha messo a disposizione complessivamente 52 posti letto, interamente coperti dal finanziamento regionale e dal contributo della Fondazione Cariplo per quanto riguarda la copertura dei costi vivi degli appartamenti, della gestione delle accoglienze e dell’accompagnamento socio-educativo delle persone accolte. Nel biennio 2007/2009 il progetto ha continuato ad operare grazie ai finanziamenti regionali ex L.R. 8/2005 – bando 2007, riducendo però (a seguito del taglio dei finanziamenti regionali) il numero dei posti letto a 32, di cui 26 coperti dal contributo regionale e altri 6 messi a disposizione dalle altre organizzazioni partner come proprio cofinanziamento. In realtà la rete del “Tetto per tutti” ha potuto avvalersi di un numero maggiore di posti letto rispetto a quelli resi disponibili col progetto, poiché diverse organizzazioni partner hanno scelto di mettere in rete tutta la propria offerta di accoglienza abitativa (anche quella finanziata con risorse proprie o attraverso altri canali di finanziamento) potendo così far fronte a una richiesta di accoglienza che in alcuni periodi risultava maggiore rispetto a quella che il progetto era in grado di soddisfare e facilitando il buon matching tra situazioni di accoglienza ed esigenze delle persone accolte.
I posti letto destinati all’accoglienza erano suddivisi in una trentina di appartamenti collocati in 17 diverse strutture: 10 sul territorio della città di Milano, 6 in comuni della provincia (Melegnano, Bresso e Peschiera Borromeo) e una fuori provincia (a Lecco presso la Comunità “Casa Abramo”). Le sistemazioni messe a disposizione per l’accoglienza abitativa delle persone provenienti dal carcere e dei loro familiari sono tra loro molto diverse: da veri e propri appartamenti dotati di tutti i servizi standard – bagno privato, cucina – inseriti in normali condomini, ad appartamenti autonomi ma inseriti in strutture destinate in vario modo all’accoglienza di soggetti deboli, a singole stanze all’interno di tradizionali comunità d’accoglienza.
Dal marzo 2003 all’aprile 2009 il progetto ha consentito l’accoglienza – tra persone detenute in permesso, persone ammesse a misure alternative alla detenzione, persone in uscita dalla carcerazione e familiari di persone detenute – di 522 persone: 405 maschi e 117 femmine.
Le accoglienze complessivamente realizzate sono state complessivamente 2.379. Nella maggioranza dei casi si è trattato di accoglienza di persone detenute in occasione di permessi premio (76,8% delle accoglienze realizzate, più lo 0,3% riservate a persone detenute in semilibertà in occasione di licenze): sono infatti le accoglienze più brevi, possono essere ripetute più volte nel percorso detentivo di un’unica persona e consentono un turn-over elevato tra le persone ospitate. Tra le accoglienze riservate a persone in uscita dal carcere, la quota più rilevante è stata quella destinata ai ‘fine pena’ (4,3% dei casi); molto più bassa è stata numericamente la quantità di accoglienze destinate a persone in affidamento in prova ai servizi sociali (2,2%), in semilibertà (1,0%), in sospensione pena (0,8%) o agli arresti o alla detenzione domiciliare (solo lo 0,5% delle richieste di accoglienza accettate). Il 6,9% delle accoglienze è stato riservato a familiari o congiunti di persone detenute in occasione della fruizione di un permesso; altra quota cospicua è stata quella delle accoglienze riservate a familiari di persone detenute in occasione dei colloqui (5,1% delle accoglienze complessive).
Complessivamente queste 2.379 richieste di accoglienza si sono tradotte in 61.641 giorni di ospitalità all’interno degli appartamenti messi a disposizione dal progetto dal marzo 2003 ad aprile 2009. Ovviamente guardando ai giorni di impiego dei posti letto, e non soltanto all’ammontare delle richieste di accoglienza, il rapporto tra le motivazioni della richiesta di accoglienza si modifica radicalmente: diminuisce la rilevanza delle accoglienze per permessi (cui è riconducibile solo il 9,1% dei giorni di ospitalità), mentre crescono decisamente le percentuali delle 'accoglienze lunghe’ come quelle per fine pena (che hanno assommato da sole al 32,2% dei giorni di ospitalità nel progetto), per affidamento in prova (22,4%) e per semilibertà (12,3%).
Il rapporto tra il numero di posti letto messi a disposizione dal progetto nelle diverse fasi progettuali e il numero di giorni di loro effettivo utilizzo si ricava una percentuale di utilizzo dei posti disponibili esattamente del 60%: un risultato molto buono, se si tiene conto dei vincoli e delle difficoltà che rendono difficile organizzare l’ospitalità abitativa di persone provenienti dal carcere e dalla penalità (basti pensare ad esempio che i permessi premio vengono usufruiti per lo più nei fine settimana o in coincidenza con festività o periodi di vacanza, quindi i posti letto utilizzati per le ospitalità in permesso risultano necessariamente utilizzati in modo saltuario). Questa percentuale di utilizzo ha registrato un aumento considerevole tra la prima tranche progettuale (marzo 2003/febbraio 2005, in cui la quota dei posti letto utilizzato era al di sotto del 50%) e le fasi successive, in cui la ‘messa a regime’ del progetto ha effettivamente consentito di raggiungere il buon risultato appena descritto.

Rapporto di valutazione 2009 (.pdf)
Progetto finanziato da:
Fondazione Cariplo Comune di Milano Regione Lombardia