Un tetto per tutti - Alternative al cielo a scacchi

Finalità e obiettivi

- Le finalità generali del progetto
- Linee di intervento e azioni concrete
- I destinatari del servizio

Le finalità generali del progetto
Il progetto "Un tetto per tutti: alternative al cielo a scacchi" è nato con l’obiettivo di offrire una risposta alle problematiche abitative che gravano su una quota rilevante delle persone provenienti da percorsi penali (persone detenute o sottoposte a misure penali non detentive e persone in uscita dalla detenzione), costituendo per molti di loro un impedimento nell’accesso ai benefici premiali e ai percorsi di esecuzione penale non detentiva e soprattutto ostacolando spesso il percorso di reinserimento sociale. L’idea del progetto è stata quella di offrire un’accoglienza abitativa temporanea a coloro che manifestano simili problemi e al tempo stesso di costruire un contesto favorevole all’esecuzione penale esterna al carcere e all’attivazione di progetti sul territorio, in integrazione con i servizi territoriali pubblici e del privato sociale, per favorire un positivo reinserimento della persona proveniente da percorsi penali nella comunità esterna.
Il punto di partenza del progetto è stata infatti la constatazione che l’accesso a un’abitazione, l’inserimento in un contesto sociale favorevole e un reddito guadagnato con un lavoro legale sono condizioni essenziali per favorire una reale opportunità di scelta di legalità per chi proviene da un’esperienza di detenzione. Ciò favorisce un allontanamento dalle reti di relazione legate al reato e al contesto malavitoso (che in carcere permangono e anzi spesso si creano e/o consolidano) grazie all’inserimento in reti di relazioni legate a contesti differenti (ad esempio a quegli ambiti familiari, lavorativi, ricreativi che la carcerazione frequentemente infrange) con un conseguente aumento delle opportunità e delle motivazioni per scegliere strade diverse da quella criminale.
Un’altra considerazione cruciale per l’avvio del progetto, più legata alle modalità dell’esecuzione penale in Italia, è stata il fatto che per la persona detenuta, la mancanza di un alloggio, oltre a rappresentare un fattore di disagio personale e sociale, si trasforma in effetti in un vero e proprio impedimento all’accesso ai benefici e alle misure alternative alla detenzione, che sono previsti dalla normativa e rispetto ai quali la situazione socio-economica non dovrebbe costituire elemento discriminante. Oggi, invece, sono proprio i detenuti più poveri, economicamente e/o culturalmente, a non poter usufruire di quelle misure che sostituiscono il carcere con altre forme di pena e che si sono dimostrati molto più efficaci sul piano della riduzione della recidiva. Un intervento che coniughi la disponibilità di alloggi con un accompagnamento socio-educativo rappresenta allora una forma di garanzia e tutela rispetto ad un’equa fruizione dei propri diritti.
In origine il progetto si collocava nel quadro degli interventi promossi dal Comune di Milano – promotore formale del progetto nelle sue prime fasi – per favorire il reinserimento sociale delle persone provenienti dal carcere, coerentemente ai compiti istituzionali attribuiti ai comuni e a quanto stabilito nel "Piano di zona degli interventi e dei servizi sociali – Città di Milano 2002/2004". Tale quadro di interventi già comprendeva azioni a favore delle persone in fase di dimissione dal carcere o sottoposte a misure alternative alla detenzione finalizzati in particolare alla costruzione di un proprio progetto di vita e lavoro; ma si registrava il bisogno di un intervento specifico che affrontasse le problematiche abitative, a partire dall’osservazione del fatto che tali problematiche risultano talora perfino prioritarie e vincolanti rispetto alla costruzione di progetti lavorativi o in generale di reinserimento sociale.
La logica che ha dato forma all’azione degli enti partner nell’ideazione del progetto, accolta dal Comune di Milano, non è stata quella di creare direttamente una nuova offerta di 'posti letto' o di altre soluzioni per l’accoglienza abitativa per le persone provenienti da percorsi penali, ma di tentare di riorganizzare, sistematizzare e incrementare l’offerta di accoglienza già garantita da diversi soggetti del privato sociale milanese con l’obiettivo di rendere tale offerta di accoglienza complessivamente più accessibile ed efficiente.

Linee di intervento e azioni concrete
Il "Tetto per tutti" si è posto quindi come finalità generale dichiarata quella di intervenire sul piano abitativo rispetto ai percorsi di inserimento sociale di persone detenute, di persone sottoposte a provvedimenti cautelari o penali restrittivi della libertà personale o di persone che escono dal carcere, in particolare offrendo contesti favorevoli all’esecuzione penale esterna al carcere e attivando progetti, alternativi alla detenzione, nel territorio e in integrazione con i servizi territoriali pubblici e del privato sociale. Questa finalità generale è stata poi declinata già in fase di progettazione in tre specifiche linee di intervento:
  • mettere in rete i servizi e le opportunità di accoglienza, anche per permettere un confronto sulle metodologie di intervento, una condivisione dei percorsi di formazione e un miglioramento nella qualità dei servizi stessi;
  • riconoscere e valorizzare le esperienze che già operano per garantire la continuità e la coerenza degli interventi proposti;
  • migliorare le capacità di accoglienza sia in termini di alloggi disponibili che di competenze professionali degli operatori coinvolti.
Individuate così finalità e orientamenti generali del progetto, gli obiettivi concreti dell’intervento praticato nell’ambito del “Tetto per tutti” sono stati quindi sintetizzati in sei differenti azioni:
  • costruire e sviluppare la rete locale di accoglienza per le persone che escono dal carcere;
  • incrementare l’utilizzo e la disponibilità degli alloggi;
  • attivare il servizio di accoglienza e potenziare gli interventi di accompagnamento sociale ed educativo per le persone accolte;
  • sviluppare le partnership e il lavoro di rete con i servizi dell’amministrazione della giustizia, gli enti locali, le organizzazioni del privato sociale che operano in ambito penale;
  • promuovere il cambiamento all’interno delle organizzazioni partner, attraverso il lavoro comune tra professionisti e volontari e la partecipazione ad una stabile équipe degli operatori delle diverse organizzazioni;
  • offrire un supporto agli operatori in termini di formazione e di supervisione psicologica, pedagogica, metodologica e legale.
I destinatari del servizio
I destinatari delle azioni sono stati formalmente individuati in adulti detenuti presso gli istituti penitenziari milanesi, persone residenti sul territorio milanese e detenute presso altri istituti, persone sottoposte a misure restrittive della libertà e/o misure alternative alla detenzione, ex detenuti e familiari di persone detenute presso gli istituti penitenziari milanesi.
Per quanto riguarda le persone in uscita dallo stato di detenzione, i possibili utenti del progetto sono stati identificati in persone che non possiedono e non possono accedere ad una soluzione abitativa autonoma al momento della scarcerazione e per le quali sia ipotizzabile un percorso di accompagnamento all’autonomia economica, sociale e abitativa. Questo anche a partire dalla constatazione che si tratta quasi sempre di persone con una scarsa dotazione di capitale non solo economico ma anche culturale e sociale, e per loro il percorso lavorativo in fase di avvio (o non ancora avviato) e la mancanza di una rete familiare e sociale di supporto rendono impossibile il reperimento di un’abitazione al momento dell’uscita dal carcere.
Il servizio si è poi preposto di accogliere anche persone ancora detenute, sia italiane che straniere, per i quali la disponibilità di un domicilio risultasse necessaria per l’ottenimento della semilibertà o delle misure alternative alla detenzione o, ancora, per poter usufruire dei permessi premio previsti dalla nostra normativa. Per le persone ancora in stato di detenzione, in alcuni casi e soprattutto in presenza di figli minori, si è previsto di estendere l’accoglienza all’intero nucleo familiare sia in occasione dei permessi premio che talvolta anche per consentire la fruizione dei colloqui tra persone detenute nelle carceri milanesi e familiari residenti altrove, a partire dalla constatazione che la mancanza di un alloggio e di risorse economiche sufficienti possono impedire, a volte, la fruizione dei colloqui con il congiunto detenuto presso uno degli istituti penitenziari milanesi.

Finalità
Dal 2005 al 2009
Documentazione
Progetto finanziato da:
Fondazione Cariplo Comune di Milano Regione Lombardia