Un tetto per tutti - Alternative al cielo a scacchi

Il "Tetto per tutti" dalla nascita al 2009

- Le origini del "Tetto per tutti"
- Promotori e partner
- Le fonti di finanziamento

Le origini del "Tetto per tutti"
L’idea di dare vita a un progetto che affrontasse in maniera strutturata e coordinata le problematiche abitative delle persone provenienti da percorsi penali è nata verso la fine degli anni ‘90 all’interno dell’Osservatorio carcere e territorio di Milano, un tavolo che riunisce realtà istituzionali e del privato sociale che operano in materia penale e penitenziaria nell’area milanese.
Già da qualche tempo, diverse associazioni di volontariato e cooperative sociali operative in ambito carcerario avevano cominciato ad affiancare il proprio intervento all’interno degli istituti penali milanesi o di inserimento lavorativo all’esterno con un’offerta di accoglienza abitativa per le molte persone detenute o in uscita dalla detenzione che manifestavano il bisogno di un luogo in cui poter usufruire dei permessi premio o in cui poter alloggiare per accedere alle misure alternative alla detenzione; era evidente infatti come l’indisponibilità di un alloggio impedisse a molti detenuti e detenute di usufruire dei benefici previsti dalla normativa vigente e costituisse un ostacolo talvolta insormontabile nell’avvio e nel buon esito dei percorsi di reinserimento lavorativo e sociale alla fine della pena.
Queste esperienze di accoglienza necessitavano però di un coordinamento, di una strategia comune e di una progettazione condivisa che consentisse di andare oltre la portata della singola iniziativa per prospettare una risposta più strutturata e continuativa a un bisogno che emergeva con forza tra la popolazione detenuta. I soggetti promotori di queste esperienze, insieme con la Caritas ambrosiana, hanno quindi cominciato a lavorare insieme per dar vita a un progetto comune e alla realizzazione di un servizio di accoglienza.
Attorno al tavolo dell’Osservatorio si avviò così un confronto tra operatori del volontariato penitenziario e del privato sociale attivo in ambito carcerario, dell’amministrazione penitenziaria e dei servizi sociali degli enti locali coinvolti a livello territoriale. Esito naturale di questo confronto fu la costruzione di una partnership progettuale finalizzata a farsi carico della questione abitativa attraverso la costruzione di un intervento condiviso tra istituzioni e privato sociale; l’iniziativa è nata dunque ab origine in rete, aggregando organizzazioni e risorse attorno a un oggetto (e a un progetto) di lavoro comune e valorizzando le peculiarità di ciascuna organizzazione come opportunità progettuali.
La rete progettuale così consolidatasi arrivò nel 2000 a una prima rielaborazione delle prassi d’accoglienza già seguite singolarmente dalle varie organizzazioni operanti in questo campo nonché a una prima definizione degli obiettivi che si sarebbe dovuto dare il progetto; obiettivi che vennero identificati nell’allargare l’offerta di accoglienza abitativa per le persone detenute o in uscita dalla detenzione, nel rendere più efficiente e fruibile l’offerta già esistente, nell’elaborare e promuovere un modello comune per l’accompagnamento delle persone accolte e nel favorire il lavoro di rete tra privato sociale, enti locali e amministrazione penitenziaria, fino a dare vita a un intervento che si configurasse il più possibile come un servizio strutturato da proporre alle persone sottoposte a misure penali.
Nel 2002 fu avanzata la prima richiesta di un contributo alla Regione Lombardia per la ristrutturazione di alcuni alloggi da destinare all’accoglienza abitativa delle persone in uscita dal carcere. Allo stesso anno risale la prima presentazione di un progetto per l’avvio di un servizio di accoglienza abitativa e la relativa richiesta di finanziamenti alla Regione Lombardia e alla Fondazione Cariplo da parte di una partnership composta da un’ampia rete di enti pubblici e organizzazioni del privato sociale milanese e con capofila il Comune di Milano.

Promotori e partner
Il progetto ha dunque messo in rete organizzazioni pubbliche e del privato sociale dell’area milanese che già operavano o che nel corso della realizzazione del progetto hanno cominciato a operare in area penale e penitenziaria, con interventi a sostegno delle persone sottoposte a misure penali detentive o extradetentive e delle loro famiglie; in particolare si è trattato di organizzazioni che possedevano o che hanno acquisito esperienze e competenze specifiche nell’offerta di accoglienza abitativa rivolta a persone detenute o sottoposte a misure penali esterne al carcere, a ex detenuti al termine della carcerazione o ai loro familiari.
Il fatto che quasi tutte le organizzazioni che hanno dato vita al progetto avessero già sviluppato un’esperienza significativa in ambito penale e penitenziario e in particolare nel campo dell’accoglienza abitativa di persone provenienti da percorsi penali ha messo a disposizione del “Tetto per tutti” una conoscenza approfondita del territorio e delle risorse disponibili per questo tipo di interventi, nonché la fitta rete di conoscenze e relazioni che ciascuna delle organizzazioni – singolarmente o attraverso il canale dell’“Osservatorio carcere e territorio” di Milano – apportava e trasformava in patrimonio comune del progetto.
Le organizzazioni partner del progetto, direttamente o indirettamente coinvolte nell’effettuazione del servizio di accoglienza, sono state:
a) organizzazioni con funzioni esclusive di promozione, organizzazione, progettazione e/o coordinamento dell’intervento:
  • Comune di Milano – Settore Servizi Sociali per Adulti (ente capofila nelle prime fasi del progetto)
  • Caritas Ambrosiana (organizzazione con funzione di coordinamento; sostituisce inoltre il Comune di Milano come ente capofila nell’ultima fase del progetto)
  • UEPE di Milano e Lodi (già C.S.S.A. di Milano – partner fino al 2006)
  • Cooperativa sociale “Articolo 3” (partner a partire dal 2007)
b) organizzazioni titolari delle accoglienze dall’inizio del progetto
  • Associazione "Il Bivacco carcere e territorio", poi affiancata dalla Cooperativa sociale "Il Bivacco Servizi"
  • Associazione "Ciao" onlus
  • Associazione "Incontro e Presenza"
  • Associazione "Sesta Opera San Fedele"
  • Cooperativa sociale "L'Arcobaleno" – Comunità "Casa Abramo"
  • "Consorzio CSC – Condivisione Solidarietà Carcere", sostituito a partire dell0'aprile 2007 dalla Cooperativa sociale "Comunità del Giambellino" (già socia del Consorzio e responsabile di alcune attività nel "Tetto per tutti" per conto del "Consorzio CSC")
Il ruolo di capofila nella partnership di progetto è stato svolto dal Comune di Milano dall’avvio del progetto fino a tutto il 2006. In occasione della ripresentazione del progetto al successivo bando regionale (L.R. 8/2005 – bando 2007), il Comune di Milano ha chiesto a Caritas Ambrosiana di assumere temporaneamente il ruolo di capofila del “Tetto per tutti”, avendo scelto di presentare un altro progetto sullo stesso bando in cui già svolgeva il ruolo di capofila (a differenza dai precedenti, il bando 2007 prevedeva infatti la possibilità per ciascun ente di presentare un unico progetto come capofila). Caritas Ambrosiana ha assunto questo ruolo, facendosi affiancare nelle funzioni di gestione e coordinamento del progetto dalla cooperativa sociale “Articolo 3”, mentre il Comune di Milano ha continuato a partecipare alla partnership di progetto nel ruolo di partner cofinanziatore.

Le fonti di finanziamento
Dopo la primissima fase di ideazione e impostazione del progetto, le organizzazioni partner hanno avviato la fase di vera e propria progettazione; la ricerca dei finanziamenti necessari all’avvio dell’intervento è stata indirizzata sia verso il settore pubblico, in particolare verso gli enti locali competenti in materia sociale e penale, che verso fondazioni private che abitualmente offrono sostegno economico a iniziative di rilevanza sociale (in particolare la Fondazione Cariplo).
Questa diversificazione delle strade di found-raising ha portato, in accordo con la Regione Lombardia e con il Comune di Milano, a suddividere formalmente l’intervento in due differenti macro-azioni: una incentrata sulla gestione degli alloggi e sull’effettuazione delle accoglienze, e un’altra mirata alla costituzione di un’équipe di operatori professionali per affiancare i volontari degli enti no profit già impegnati nelle attività di accompagnamento educativo e sociale delle persone accolte. Per la prima macro-azione è stato chiesto e ottenuto un sostegno economico da parte dell’Assessorato alla famiglia e solidarietà sociale della Regione Lombardia, a cui spettava la competenza sugli interventi attuati o sostenuti dalla Regione in materia penale; per la seconda macro-azione è stato invece chiesto ed ottenuto un finanziamento alla Fondazione Cariplo.
L'avvio formale del progetto risale al marzo 2003, data di inizio del primo contributo erogato dalla Regione Lombardia nel quadro degli interventi finanziati dall’ente regionale in ottemperanza a quanto sancito nell’Accordo quadro tra Regione Lombardia e Ministero della Giustizia (3 marzo 2003), anche se già da diversi mesi le organizzazioni partner avevano avviato l’attività di accoglienza di persone provenienti dagli istituti penali milanesi e la sperimentazione della collaborazione e del lavoro in rete, sostenendone i costi in proprio. La Regione Lombardia ha poi concesso un ulteriore contributo nel 2004 e ha continuato a finanziare il progetto “Un tetto per tutti” negli anni successivi nell’ambito dei bandi ex L.R.8/2005, pur con una progressiva riduzione dell’entità del contributo erogato e con una non totale coincidenza dei tempi di inizio e conclusione dei singoli progetti finanziati: nel 2005 si è concordato con la Regione di anticipare l’avvio del progetto (non più marzo ma gennaio) in modo da coprire l'intero anno solare e far coincidere i tempi del finanziamento regionale con quelli del contributo Cariplo. Un ritardo nell’emanazione del bando successivo ha però fatto slittare di quattro mesi il riavvio delle attività finanziate, con un periodo di incertezza sulla continuazione e sull’entità del contributo regionale; durante questi quattro mesi le organizzazioni hanno comunque garantito la continuità dell’intervento, anticipandone (e in parte sostenendone) i costi con risorse proprie.
A partire dal 2006 anche il Comune di Milano ha partecipato al sostegno economico del progetto in forma di cofinanziamento, essendo esso capofila prima, e poi comunque partner della rete progettuale; questo sostegno economico ha consentito di controbilanciare, almeno in parte, la riduzione del contributo regionale.
L'avvio formale delle attività coperte dal finanziamento della Fondazione Cariplo risale invece al gennaio 2004; il contributo è stato rinnovato negli anni successivi con scadenza annuale fino a tutto il 2006, garantendo una copertura economica essenziale nelle prime fasi di avvio, sperimentazione e messa a punto di un intervento che – si ipotizzava – sarebbe dovuto essere trasformato in un servizio stabile e continuativo preso in carico direttamente dall’ente locale promotore (Comune di Milano). Questa aspettativa – peraltro non ancora soddisfatta – di trasformazione dell’intervento da azione progettuale, già ampiamente sperimentata, a vero e proprio servizio ha reso improponibile ulteriori richieste di finanziamento alla Fondazione Cariplo, che di conseguenza dal 1° gennaio 2007 non figura più tra gli enti finanziatori del "Tetto per tutti".

Finalità
Dal 2005 al 2009
Documentazione
Progetto finanziato da:
Fondazione Cariplo Comune di Milano Regione Lombardia